Stefania Fallo

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Country: Italy

Languages: Italian

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“Il karma è un dono che Dio ci fa, offrendoci l’opportunità di imparare, attraverso l’esperienza, come ci si sente quando si soffre per una particolare situazione; la sofferenza insegna a comprendere ed ad avvicinarci a tutti gli esseri” (S. Gannon & D. Life)

Lo yoga ha fatto il suo ingresso nella mia vita più di 20 anni fa, quando una mia amica, per stimolarmi a superare un grave lutto, mi invitò a seguire i corsi di Hatha Yoga di una insegnante che sapeva lasciare in me un piacevole senso di pace ed equilibrio. Imparai proprio da quel momento a risvegliare la coscienza e l’esercizio fisico divenne per me fonte di percezione e di analisi attenta. Lo Yoga, negli anni della giovinezza, restava un’attività collaterale, mentre concentravo le mie energie verso discipline che mi appassionavano di più. La mia attenzione si rivolgeva principalmente al Fitness e al Body Building, passioni che coltivavo mentre svolgevo lavori diversi, fino a diventare la mia professione principale. Sono stati anni in cui mi ero imposta una disciplina rigida e molto dura, ma che aveva su di me un effetto quasi meditativo: la concentrazione necessaria durante un workout svuotava la mente dai pensieri disordinati, spostava la mia attenzione dall’esterno all’interno, alla percezione profonda di ogni fibra muscolare e nervosa. Il risultato di questi anni di impegno mi portarono a comprendere che il mio corpo fosse il solo strumento che avessi per arrivare alla Conoscenza profonda di me, e che ciò che sperimentavo in prima persona si rendeva utile e necessario per guidare coloro che si affidavano a me in qualità di trainer. 

Movimento, alimentazione sana e concentrazione erano le regole base del mio stile di vita.

 

Durante questi 20 anni non avevo mai abbandonato lo Yoga, che praticavo da sola o seguendo classi e maestri diversi in maniera disordinata. Dal 2010, in seguito ancora una volta a vicende personali dolorose da affrontare, ho però rimesso in discussione ogni presunta verità, lasciando che il senso del divino riaffiorasse nella mia coscienza e mi supportasse nel cambiamento. Partendo dall’egoistico bisogno di trovare in me stessa speranza, una felicità più duratura e un senso più profondo al nostro essere su questa Terra, mi dedicai allora alla meditazione e all’autoanalisi, a letture specifiche di esegesi biblica, storia delle religioni, metamedicina e neuroscienze. Presi il Primo e Secondo Livello Reiki, iniziai a vivere lo Yoga in modo più sottile, indirizzai la mia coscienza verso un approccio alla vita più spirituale. Anche nella professione, spostai il mio interesse verso le discipline olistiche e posturali, studiando e abilitandomi quale insegnante del metodo Pilates e Ginnastica Posturale Funzionale. Quanto allo Yoga, la mia formazione non è stata altrettanto semplice: ho praticato negli anni con vari insegnanti di Asthanga e Hatha Yoga, ricevendo da essi buoni insegnamenti tecnici, , ma non riuscivo a trovare un corso di abilitazione che rispettasse le mie esigenze di continua ricerca e approfondimento. Pur continuando a praticare Svadhyaya per conto mio, cercavo un insegnamento puro che sapesse supportarmi in una Sadhana coerente e che riuscisse a portarmi al cuore di questa disciplina millenaria. Con l’affidamento, nel 2015, anche di classi di Hatha Yoga nei centri sportivi nei quali lavoravo, la ricerca di una formazione solida e coerente era diventata ancora più necessaria.

Parafrasando un detto buddhista, è stato a questo punto che l’allievo è stato pronto ed è apparso il Maestro che cercavo. Ho conosciuto Enrico Quintavalla nel settembre 2018, quando stava organizzando il suo primo T.T. sull’Isola di Bali. L’integrità della Sua Sadhana e la particolarità del suo metodo mi hanno impressionato immediatamente. E’ stato proprio grazie ad Enrico che iniziai a leggere e studiare gli Yoga Sutra, la cui traduzione e interpretazione personale e non filtrata per la prima volta mi misero nella condizione di affrontare scelte radicali di trasformazione etica e profonda che non avevo ancora considerato fino a quel momento. L’approccio spirituale che anima Kaivalya Yoga era quel tocco in più che non riuscivo a trovare in altri T.T. che avevo tentato di frequentare. Ho seguito qualche insegnamento di Enrico tra Bologna e Parma, fino a coronare il sogno di partecipare ad un T.T. intensivo di 300 ore nell’agosto 2019 nello scenario silenzioso e incantato delle Prealpi Bellunesi.

Durante il TT sono passata attraverso tutti gli aspetti che caratterizzano Kaivalya Yoga. Per prima cosa il movimento: la prima regola di muovere il proprio corpo in ogni modo possibile eleva la natura intima dell’uomo, che non è fatto per vivere la vita sedentaria alla quale ci abitua la Società Moderna. In secondo luogo, la Nutrizione ha svolto un ruolo cardine nel sostegno sia fisico che psichico-spirituale. L’alimentazione High-Raw Vegan, che non seguivo prima del TT benchè fossi vegetariana da 23 anni, è stata preziosa nel supportare le attività fisiche e mentali svolte. Ogni giorno la lucidità mentale, il buonumore e l’energia fisica aumentavano nonostante la pratica fosse parecchio intensa. In più lo scopo di Kaivalya Yoga è quello di favorire un’alimentazione il più possibile pura ed etica, predisporre il corpo alla salute permanente e difendere il mondo da abitudini alimentari dannose e violente. Il terzo elemento approfondito durante il ritiro è stato l’approccio alla True Meditation di Adyashanti, che mi ha permesso scoprire un modo più semplice di dedicarmi alla meditazione. Più scoprivo entravo dentro le regole del metodo Kaivalya, più ero entusiasta.

Movimento, alimentazione sana e meditazione…wow…ma ero proprio io!!! era il mio stile di vita!

Sono grata ad Enrico, che non solo è stato il mio Maestro, ma è amico e guida sempre presente; sono grata ai suoi insegnamenti puri e alla Sadhana cosciente che mi ha mostrato. E sono grata alla professione che ho scelto di svolgere, che mi permette di entrare in sintonia con i cuori delle persone che si affidano a me, e mi sento di fare qualcosa di utile, di buono. Succede, come è successo a me per prima, di approcciarsi allo Yoga quando il corpo chiede cura per un dolore dell’animo: ecco, ho trovato una ragione nel dolore e spero di poter essere d’aiuto agli altri come la mia prima insegnante inconsapevolmente aiutò me. Il mio lavoro mi mette al servizio di chi cerca un sostegno nel cambiamento del corpo e dell’animo e viceversa, mi rende strumento della realizzazione di una intenzione e canale di passaggio, come anche il Reiki insegna. Inoltre esso mi permette di donare una parte di me gioiosa e amorevole e al contempo restituisce a me un meraviglioso senso di pienezza, proprio come dice il detto popolare secondo cui “tutto ciò che facciamo, prima o poi ci ritorna”. Dopo il T.T. tutto ciò mi è apparso ancora più chiaro: migliorare me stessa ed essere un esempio credibile mi permette di operare per il bene dell’Umanità, il mio benessere è il benessere psico-fisico dei miei allievi e di coloro che mi circondano. Proprio come ha fatto con me Enrico, che è stato l’esempio che cercavo.

Oggi insegno ancora nelle palestre le discipline sportive per le quali sono abilitata, compreso lo Yoga, ovviamente; ma lo studio e la programmazione a lungo termine dei miei anni futuri vedono nell’insegnamento dello Yoga il compimento perfetto della mia lunga ricerca e preparazione. Proprio a partire dalla Stagione 2019-2020, collateralmente alle altre attività, ho avviato il mio primo corso stabile di Kaivalya Yoga presso il Centro ALMA Studios a Bologna.

Music: ¨Nirvana Shatakam¨

by Jagadguru Adishankara